| Entrando e uscendo dalla Bulgaria: le cose da sapere |
Tratto da "
Guida alla Bulgaria"
Rispondendo all’abolizione del visto per i cittadini bulgari che si recano nei paesi dell’Area Schengen, la Bulgaria a sua volta ha eliminato il visto per i cittadini UE che intendono soggiornare nel Paese per non più di 90 giorni. Per i periodi di tempo superiori è, invece, ancora necessario. Considerando la pedanteria e la farraginosità della burocrazia, può risultare conveniente “riattivare” i 90 giorni privi di complicazioni, uscendo da un valico confinario del Paese per poi rientrarvi subito dopo (è un artificio perfettamente legale e ben noto alla polizia di frontiera).
In ogni caso, entro 48 ore dall’ingresso nel Paese, il forestiero deve effettuare la registrazione della propria presenza presso l’ufficio stranieri della polizia locale. Questo obbligo viene trasferito all’albergo che, eventualmente, lo ospita. Il controllo dell’avvenuta registrazione dovrebbe avvenire alla frontiera nel momento della partenza. In caso di mancata registrazione, soprattutto per brevi soggiorni, molto raramente la polizia di frontiera crea problemi alle persone che hanno un passaporto UE. Dal 2002 è previsto un altro obbligo per tutti gli stranieri, anche UE: devono essere tutti muniti di assicurazione medica valida anche in Bulgaria.
Se si arriva in auto occorre inoltre tenere presente che, nel momento in cui si attraversa la frontiera, potrebbe essere richiesto il pagamento di una sorta di tassa di circolazione che varia a seconda della lunghezza del percorso che si intende fare. Anche in questo caso i funzionari della frontiera bulgara in genere non sono molto fiscali: arrivando dalla Serbia è sufficiente, infatti, dichiarare che si intende soggiornare a Sofia (la capitale sorge a 50 km dal confine) per non pagare nulla. Tale pratica sta per finire: di recente è stato approvato un provvedimento che istituisce l’obbligo del bollo (vignette) per circolare su autostrade e strade extraurbane. Si acquista alla frontiera, presso gli uffici postali e nei distributori di benzina: il costo è di € 10 per 1 mese, € 4 per una settimana.
Per circolare è sufficiente la patente italiana e, per i veicoli immatricolati in Italia, la carta verde assicurativa. L’importazione di valuta è libera, ma deve essere dichiarata per gli importi superiori ai 5.000 Leva (non dichiarando l’importo esatto si rischia il sequestro di tutta la somma). Buona norma è anche quella di dichiarare il possesso di oggetti d’oro eccedenti un ragionevole utilizzo personale. Lo stesso occorre fare se si dispone di un numero “sospetto” di telecamere, computer e macchine fotografiche.
L’esportazione dalla Bulgaria di oggetti d’antiquariato o genericamente qualificabili come “artistici”, è soggetta a controlli specifici. Per poter portare in Italia oggetti prodotti da più di 60 anni è, infatti, necessario ottenere dalle autorità bulgare un documento che attesti che il bene non risulta di interesse storico-artistico. Occorre prestare particolare attenzione nel caso di acquisti di quadri d’epoca o di pittori affermati e, soprattutto, di icone. In molti negozi di souvenir nelle zone di mare, sulle bancarelle di Sofia, nei negozi di antiquariato è possibile poi comprare senza particolari difficoltà, baionette, spade, coltelli, pistole antiche, articoli militari, a prezzi che, per gli appassionati, costituiscono una vera tentazione. Da ricordare che in Italia il possesso di questi articoli è soggetto a denuncia presso l’ufficio armi della Questura. E’ quindi consigliabile farsi rilasciare una ricevuta attestante l’importo ed il luogo in cui è stato effettuato l’acquisto: potrebbe risultare utile qualora le Autorità Italiane esigano di conoscere la provenienza dell’oggetto.